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sabato 25 febbraio 2017

Serena e la paura tutta sua: libro per bambini sulle emozioni

Ed eccoci qua.. io e Serena! 
La protagonista della mia nuova fiaba illustrata "Serena e la paura tutta sua". Mesi di lavoro. Cura. Passione. Ricerche continue sul tema delle emozioni. C'è tutto questo dentro e spero che arrivi a voi! Io sono emozionata..è un libro sulle emozioni e quindi resto in tema, è giusto che sia così! Una fiaba per scoprire l'importanza di condividere le paure e per "trasformarle" attraverso il gioco e la creatività. Una parte didattica interamente dedicata agli adulti -insegnanti, genitori, educatori - sul tema delle emozioni. Siamo pronti! Inizia questa nuova avventura. Serena sei pronta? Mi guarda e mi risponde di sì :) Pronta per conoscere tanti bambini e per preparare con loro una buffa e magica zuppa scacciapaure! Il primo appuntamento ufficiale con "Serena e la paura tutta sua" sarà l'11 marzo con un seminario sulle emozioni per educatori, insegnanti, genitori. Il libro è già disponibile in libreria.

Seminario "Educare alle emozioni"

Grazie alle numerosissime richieste ecco ancora delle nuove date!!! Seminario Educare alle Emozioni: 
21 ottobre 2017 dalle 14.30 alle 16.00 presso la Libreria Eco di Fata (Garbatella), Roma, (Iscrizioni Chiuse).
22 ottobre 2017 dalle 15.00 alle 16.30 presso la nostra sede di Via Botero 18 (metro Furio Camillo), Roma (Iscrizioni Chiuse).
04 novembre 2017 dalle 15.00 alle 16.30 presso la nostra sede di Via Botero 18 (metro Furio Camillo), Roma (Iscrizioni Chiuse).
05 novembre 2017 dalle 15.00 alle 16.30 presso POLO DIDATTICO Centro di Formazione, Piazza Oderico da Pordenone, 3 (Garbatella). 
02 dicembre 2017 dalle 15.00 alle 16.30 presso POLO DIDATTICO Centro di Formazione, Piazza Oderico da Pordenone, 3 (Garbatella). 


Quota di partecipazione: 25 euro (comprensiva del libro "Serena e la paura tutta sua")
Vi ricordiamo che per iscriversi è necessario prenotarsi e mandare una mail a girasoliamoci@tiscali.it con i propri dati (nome, cognome, recapito telefonico) ed aspettare una mail di conferma.
Grazie!!!!!!!

Sarà un incontro per confrontarci sul tema delle emozioni: l'importanza dell'alfabetizzazione emotiva per una crescita sana; il ruolo del cervello nello sviluppo delle emozioni; le ricerche di Gardner e Golemam; percorsi espressivi e strumenti operativi per giocare con le emozioni con i bambini. 

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
Per info e prenotazioni: girasoliamoci@tiscali.it
www.teatroingioco.it

Prossimi Appuntamenti Seminario Educare alle Emozioni
21 ottobre 2017 dalle 14.30 alle 16.00 presso la Libreria Eco di Fata (Garbatella), Roma, (Iscrizioni Chiuse).
22 ottobre 2017 dalle 15.00 alle 16.30 presso la nostra sede di Via Botero 18 (metro Furio Camillo), Roma (Iscrizioni Chiuse).
04 novembre 2017 dalle 15.00 alle 16.30 presso la nostra sede di Via Botero 18 (metro Furio Camillo), Roma (Iscrizioni Chiuse).
05 novembre 2017 dalle 15.00 alle 16.30 presso POLO DIDATTICO Centro di Formazione, Piazza Oderico da Pordenone, 3 (Garbatella). 
02 dicembre 2017 dalle 15.00 alle 16.30 presso POLO DIDATTICO Centro di Formazione, Piazza Oderico da Pordenone, 3 (Garbatella).  

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Appuntamenti passati Seminario Educare alle Emozioni :
24 settembre 2017 dalle 15.00 alle 16.30 Sede di Via Botero, Roma
23 settembre 2017 dalle 14.30 alle 16.00 Libreria Eco di Fata, Roma
17 giugno dalle 14.30 alle 16.00    Libreria Risvolti, Roma
10 giugno dalle 14.30 alle 16.00    Libreria Risvolti, Roma
27 maggio dalle 14.30 alle 16.00   Libreria Risvolti, Roma
06 maggio, dalle 14.30 alle 16.00  Libreria Risvolti, Roma
29 aprile,  dalle 14.30 alle 16.00    Libreria Risvolti, Roma
18 marzo, dalle 14.30 alle 16.00 Libreria Risvolti, Roma
11 marzo, dalle 14.30 alle 16.00 Libreria Risvolti, Roma

sabato 7 gennaio 2017

TALENT SHOW PER BAMBINI... QUESTA SMANIA DI FAR ESIBIRE I BAMBINI!



Dalle recite a scuola, a partire dall’asilo nido, agli schermi televisivi.  Dalle insegnanti tutte indaffarate a fare, con i bambini, mesi e mesi di prove per quei 30 minuti di gloria alle mamme emozionate perché il figlio è stato preso in TV. «Facciamo di tutto per non sovraccaricare di stress i bambini. Per loro deve essere un gioco, il modello sono le recite all’oratorio che tutti abbiamo fatto. Non c’è gara, non vincitori né vinti. Parlo con loro con naturalezza. Li rispetto. L’obiettivo è farli divertire facendogli fare ciò che amano." Queste le parole di Gerry Scotti in un'intervista in merito ad un talent show per bambini da lui condotto. Premetto: non ho visto il programma. Ma, curiosando su google ho inserito la dicitura talent show per bambini ed è uscito fuori un mondo da indagare all’insegna dei riflettori accesi.
“Kid’s Got Talent! Volete assistere a un nuovo, grande show con piccoli, grandi talenti?
Bambini tra i 4 e gli 11 anni daranno vita a esibizioni e abilità di ogni tipo, sempre sorprendenti.” Ovviamente sempre sorprendenti...non ci deluderanno certamente!
Un annuncio casting riporta le seguenti parole: "Se siete genitori di un bambino dai 3 ai 12 anni che sa fare qualcosa di unico e straordinario, non aspettate! Scrivete alla mail descrivendo l’abilità di vostro figlio. I bambini più speciali saranno i protagonisti di un nuovo show!" 
I bambini più speciali saranno protagonisti... E questo proprio perché non c’è spirito di competizione! Immagino i genitori che, leggendo, si saranno ritrovati nel privilegio di avere un figlio che sa fare qualcosa di “unico e speciale”. E non credo con questo si intenda la meravigliosa unicità che ogni bambino di per sé rappresenta.
Nutro forte interesse sull'argomento da sempre e, parlando con amici qualche sera fa e criticando aspramente questa moda di far esibire i bambini a tutti i costi (bambini cantanti, maghi, comici, attori, ecc ecc), abbiamo cercando qualcosa su internet e ci siamo messi a vedere alcune esibizioni per poi finire in una trasmissione americana su un concorso di bellezza per bambine. Piccole donne con trucco e parrucco, denti finti da indossare, mossette ammiccanti da fare al pubblico e alla giuria. Alcune bambine avevano solo quattro o cinque anni! Ma vi assicuro che anche le bambine più "grandi" (10, 12 anni) mi hanno trasmesso una grande tristezza. Tornando alle parole iniziali, utilizzate da Gerry Scotti per descrivere il programma ci sono, a mio avviso, delle considerazioni da fare: se per i bambini “deve essere un gioco” ma perché non li lasciamo semplicemente giocare? Sono i bambini che cercano e trovano gli annunci su internet o in televisione e decidono di iscriversi a simili programmi? E’ una loro esigenza, è una loro priorità quella di apparire in televisione, esibirsi, essere inseriti in un meccanismo del genere? E poi, perché? Per far divertire o compiacere gli adulti? Come spesso accade si fa un uso ambiguo delle parole. 
Leggendo gli annunci pubblicitari di tali programmi o le interviste degli adulti interessati (dai conduttori dei programmi ai genitori dei bambini) sembra quasi che tali programmi siano nati per rispondere a un’esigenza dei bambini, per garantire loro uno spazio di gioco e divertimento; per essere luoghi di gratificazione personale. Non ho mai letto frasi tipo: facciamo un programma del genere perché gli adulti lo guardano, perché va di moda. Poco ci importa se i bambini penseranno di essere piccole star, se vivranno ansia da prestazione o manie di protagonismo, se si sentiranno “speciali” non per come sono profondamente (fragili, forti, competenti, ricchi, sensibili...) ma per come appaiono in quei 5 minuti di gloria, poco ci importa se li stiamo già trattando come adulti. 
I talent show per bambini sono fatti con i bambini ma non per i bambini. Credo che rispettare un bambino significhi rispettare i suoi tempi di crescita, di gioco, di apprendimento. E credo che come “sorprendenti” possano bastare le piccole grandi scoperte quotidiane. In merito a baby comici, miss in miniatura , piccoli talenti, scusate se vi sembrerò obsoleta, ma  non ci vedo niente di sorprendente, lo trovo sorprendentemente fuori luogo. E intanto siamo già pronti a preparare un’altra puntata, un altro programma..ad accendere le luci in sala..a riempire lo studio televisivo con i piccoli protagonisti che tanto fanno ridere o piangere il pubblico! 
E in questo pullulare di bambini la realtà è che ci siamo persi i bambini.
www.teatroingioco.it

venerdì 16 dicembre 2016

Valorizzare il linguaggio del corpo...


















C’è un linguaggio muto fatto di segni, posture, sguardi, oscillazioni. E’ il linguaggio del corpo. Troppo spesso soffocato a scuola. Dire a un bambino di non muoversi è come dirgli: non respirare, non vivere, non essere. Muovere il corpo significa muovere anche i pensieri, far circolare un’idea. In un’immagine olistica che ci permette di vedere il bambino –la persona – come un essere globale, fatto di mente e corpo, di ragione ed emozione, il linguaggio corporeo non può essere sminuito. Con i bambini dell’asilo nido e della scuola dell’infanzia è (apparentemente) più semplice e naturale lavorare mettendo al centro della nostra attenzione anche il corpo: il bambino piccolo sperimenta attraverso il movimento, conquista lo spazio e l’autonomia personale anche grazie al corpo che si muove, esplora, scopre. In età prescolare al bambino permettiamo ancora di giocare e, nel gioco, spesso rientra il corpo che gioca. E giocando, il corpo, narra e racconta, costruisce storie e simboli, apprende. Nella scuola primaria lo spazio fisico abitato e vissuto cambia drasticamente: tutta l’aula è caratterizzata dalla presenza dei banchi e, al banco, si passa la maggior parte del tempo scolastico. Il corpo è quasi sempre immobile, statico, fermo. E questa immobilità costa cara al bambino. Prima di etichettare i bambini come “iperattivi, agitati, frenetici” dovremmo chiederci quanto l’inibizione del movimento influisca sul loro comportamento. Una sana e liberatoria corsa, un uso espressivo del corpo non aiuterebbero i bambini ad essere più tranquilli e sereni? Promuovere una pedagogia del corpo è a mio avviso necessario e urgente. Percorsi di teatro o di danza creativa per esplorare il sé corporeo in modo espressivo. Psicomotricità per acquisire nuove consapevolezze. Giochi tradizionali dove utilizzare il corpo per rafforzare la cooperazione e lo spirito di gruppo.  Percorsi di rilassamento o di yoga per ascoltare il corpo in modo più globale e profondo. Il corpo è ancora tristemente assente a scuola, nella didattica, nella pedagogia.A partire dal nido fino alla scuola primaria il corpo dovrebbe essere protagonista assoluto di quel dialogo costruttivo fatto di relazione, espressione della propria identità, esternazione delle emozioni. Non basta la parola. Non basta la mente che apprende. Ci vuole anche il corpo, per dire, dialogare, esprimere, imparare, crescere. 
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Nuovi progetti in corso...

Ci sono sfide che devi solo accogliere... anche se ti incasineranno ancora di più la gestione del tempo, le giornate... trasformandosi in priorità, in ore e ore di studio e ricerca... Ma se la sfida implica l'opportunità di costruire un nuovo importante percorso pedagogico e formare tantissimi insegnanti, non solo sul linguaggio teatrale e sulle attività espressive, ma sul concetto più globale di "cura, autonomia, benessere del bambino"... io certo non mi tiro indietro..non l'ho mai fatto! Onorata per questo nuovo incarico metto insieme passione, competenze, risorse, energie e sono pronta per acquisire nuove conoscenze e saperi..mi metto in gioco, come sempre, con tutta me stessa. E inizio questo nuovo viaggio. Oggi sono stata dall'altra parte! La formazione era per noi formatori ed è stata bellissima...tanti spunti di riflessione, tanti argomenti da approfondire, principi chiave e linee guida da dover declinare in prassi educative. Dalla teoria alla pratica. E sarà questo il compito di noi formatori in questo nuovo e importante progetto per Roma Capitale.. ho tanti appunti da rileggere e idee da mettere in ordine...tanti punti di luce da far brillare nella pratica e in un lavoro di condivisione delle risorse...ma una riflessione immediata emerge: si è parlato della "responsabilità" di noi educatori (tutte le figure professionali che guidano il bambino in un percorso di cura e apprendimento). E' una parola che per me ha sempre avuto un significato pieno, corposo, sacro. Responsabilità. C'è un'etica forte che caratterizza il nostro lavoro. Abbiamo la responsabilità delle nostre scelte, del nostro fare e dire, di come ci poniamo e di come ci relazioniamo con ogni bambino. E questa responsabilità la dobbiamo sentire e vivere profondamente, non come un peso ma come un principio strutturale su cui si fonda il nostro stesso lavoro.
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Amo il mio lavoro e seguo i miei sogni...



SONO COSÌ: Mi tuffo nelle cose in cui credo con tutta me stessa! Si! Sono così! Periodo di incontri e percorsi espressivi così diversi da strutturare e condurre! La mente viaggia..in alcuni momenti pensi "ma riuscirò a fare proprio tutto?" La formazione per le insegnanti..le lezioni del mercoledì..gli incontri in libreria.. Caterina e Giacomone.... i seminari formativi.. le prove degli spettacoli.. un nuovo progetto tutto da codificare.. i laboratori con i bambini..il nuovo libro da finire.. E per ogni cosa senti l'impegno, la responsabilità..senti che ogni cosa ha il suo valore e tu vuoi riconoscerlo. E poi sei fatta così! Non c'è niente da fare: non dormi se non hai firmato anche l'ultimo attestato di frequenza, se non hai preparato il materiale da portare all'incontro.. E, se questo è un lato del tuo carattere che ti rende cervellotica, è anche uno dei tuoi punti di forza.  E Teatro in Gioco® funziona perché sei così! Perché non improvvisi, perché fai solo quello che senti e in cui credi, quello per cui studi e per cui continui a studiare, perché non scopiazzi in giro la roba degli altri ma è tutta farina del tuo sacco.. perché anche quell'ultimo attestato da firmare ha un valore importante per te e non è solo un pezzo di carta, racconta un pezzetto di una storia, di un incontro, di uno scambio formativo ed umano. Ecco..in alcuni momenti -frenetici, folli, dove tante cose intorno sembrano girare al contrario, dove tante persone non le riconosci più, dove la correttezza non è sempre di casa, dove il tempo corre ma tu ti sforzi per "correre piano", per non smettere di assaporare la bellezza di ogni cosa che fai - in questi momenti io lo devo proprio ricordare a me stessa: sono così. Perfezionista, sognatrice, idealista, leale. E' tutto più complicato...ma sono così. Amo il mio lavoro e seguo i miei sogni. Fortunatamente sono così.
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martedì 29 novembre 2016

Prossimi incontri con il Metodo Teatro in Gioco®

Sono proprio tanti gli appuntamenti di queste settimane.. Oggi c'è stato l'ultimo incontro del laboratorio "La matematica è divertente" di Fabio. Un bellissimo percorso che riprenderà a gennaio!
E intanto la mia borsa delle storie non smette di viaggiare..in giro a conoscere bambini e adulti..Ricapitoliamo:
Giovedì 1°dicempre incontro gratuito per educatori ed insegnanti sulle fiabe interattive, presso la Libreria Guidi
Venerdì 2 dicembre Lettura-Gioco Caterina e Giacomone, presso Libreria Mondadori Point Gandiglio
Sabato 3 andiamo a concludere il Corso Nazionale per operatori teatrali per bambini 2016
Domenica 4 c'è il Seminario "C'era una volta..c'è..ci sarà" per insegnanti, educatori, operatori teatrali
Martedì 6 dicembre doppio appuntamento presso la Libreria Risvolti: la mattina è dedicata ai genitori con l'incontro gratuito "Sogni a libri aperti", il pomeriggio c'è l'incontro creativo per bambini "Tutti i segreti di Babbo Natale"

Qualche approfondimento:
L'incontro presso la Libreria Guidi è incentrato sulle fiabe interattive pubblicate nei miei libri. Che cosa sono le fiabe interattive? Rumorose, emozionanti, corporee? Come possiamo utilizzarle con i bambini della scuola dell'infanzia e del primo ciclo della scuola primaria?
Un incontro gratuito per insegnanti ed educatori.


Nella Lettura-Gioco Caterina e Giacomone, partendo dal mio nuovo libro, giocheremo con il corpo e la voce e scopriremo il Regno delle Mani e dei Piedi.

Nell'incontro creativo per bambini Tutti i segreti di Babbo Natale ci trasformeremo in aiutanti magici..ci sarà da preparare polverine incantate e mappe geografiche per aiutare Babbo Natale nel suo viaggio! Un incontro per narrare, giocare, creare.

E poi...tante altre occasioni per conoscerci e guardarci negli occhi..raccontare e condividere.
Per info: girasoliamoci@tiscali.it

www.teatroingioco.it

SOGNI A LIBRI APERTI..un incontro per i genitori



Il 6 dicembre parliamo di libri per bambini.

Quale libro può aiutarci a parlare di emozioni? E se volessi un libro per le coccole? Libri per raccontare e superare la paura? E un libro per giocare insieme con la fantasia?
Consigli per genitori che amano leggere e raccontare le storie ai bambini. Aspettando l’incontro per genitori “Sogni a libri aperti” del 6 dicembre alle 11.00, presso la Libreria Risvolti vi anticipo qualche suggerimento di lettura.

Io questi libri li leggo ai bambini perché:

Perché siamo speciali così come siamo: “La cosa più importante” di Antonella Abbatiello (Fatatrac) è una simpatica storia incentrata sulla diversità come risorsa. Un giorno, nel bosco di Pratorosso, gli animali iniziamo a discutere: chi ha veramente la cosa più importante? Forse il coniglio che ha orecchie lunghe per sentire ogni rumore...o la giraffa che ha un lungo collo per raggiungere le foglie più tenere.. Oppure? Un libro per riscoprirsi unici e speciali.

Perché ci piace la storia di questo buffo personaggio da cercare: “Il meraviglioso Cicciapelliccia” di Beatrice Alemagna (Topipittori) Un’intraprendente bambina inizia la ricerca di un regalo per la sua mamma..un regalo un po’ strambo a dire il vero, ma deve essere proprio quello: un Cicciapelliccia! Cos’è? Esiste? E’ rosa..batuffoloso..peloso.. Cerchiamolo insieme!

Perché un pigiama verde può essere molto di più di un semplice pigiama verde: “Il pigiama verde” di Guia Risari (Coccolebooks) Un libro per superare la resistenza che a volte i bambini hanno quando è ora di andare a dormire, ma anche una storia per celebrare il potere della fantasia e dei sogni come luogo magico. Se un pigiama verde diventasse una tuta magica per esplorare lo spazio, l’oceano, le stelle? Sarà meglio andare a curiosare nelle pagine del libro...

Perché con una mano e un piede raccontiamo, giochiamo, inventiamo: “Caterina e Giacomone” di Helga Dentale (youcanprint) Una mano canterina, un piedone raffreddato. Una fiaba interattiva per giocare con i bambini. La storia diventa gesto e voce da esplorare insieme. E dopo il racconto? Possiamo creare tantissime cose con le mani e con i piedi. Un libro per genitori ma anche per insegnanti ed educatori. Vogliamo interpretarlo insieme!

Perché sdrammatizzare le paure fa bene: “La paura del mostro” di Mario Ramos (Babalibri) Taddeo ha paura del buio..e sente strani rumori..sarà un mostro? Si! Ma non il solito mostro! Un libro per “rovesciare” le paure e per guardarle da un punto di vista diverso, insolito, buffo. Che aspettiamo a leggerlo?”

Nell’incontro “Sogni a libri aperti” parleremo con i genitori di questi e di tanti altri libri. Un incontro per dialogare, confrontarsi..sognare a libri aperti!
Incontro gratuito curato e condotto da Helga Dentale, presso la Libreria Risvolti. Una bella novità per promuovere la lettura e far crescere i nostri piccoli lettori!
6 dicembre ore 11.00. Prenotazione obbligatoria
Per info: girasoliamoci@tiscali.it
www.teatroingioco.it